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Valori acqua per discus e gestione acquari

Impianto osmosi inversa: guida alla scelta

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ArtSceltaImpiantoOsmosiIn qualità di Presidente dell’Ass. Culturale Hobby Discus ho il piacere di presentare la pubblicazione di un utile ed interessante articolo che Luca Giuliseo Papalia, caro associato e titolare del brand AQUA1 legato alla fornitura di prodotti per il trattamento delle acque per applicazioni professionali ed hobbistiche, ha voluto scrivere per gli appassionati lettori che ci seguono. L’intento è quello di indirizzare, nel migliore dei modi, nella scelta consapevole dell’impianto di osmosi inversa.

Ringraziando Luca, sempre disponibile ad ogni richiesta degli appassionati a questo magnifico hobby, vi indirizzo per ulteriori domande o chiarimenti sull’argomento all’area forum di HD “Osmosi inversa ed acqua” (visibile ai soli utenti registrati), dove proprio il nostro amico dissiperà ogni dubbio. E’ il caso di dire: approfittiamone!!!

Claudio Visalli

 

Senza pretese di totale esaustività, vorrei concentrare in queste righe, alcune problematiche legate all’osmosi inversa. Lo spunto sulle tematiche da trattare è frutto dell’esperienza maturata nel rapporto con la clientela, e sarà pertanto indirizzato a chiarire quelli che sembrano gli equivoci più comuni, gli errori più frequenti e le principali difficoltà  che accomunano gli utilizzatori dei depuratori ad osmosi inversa, esperti e non.

I PRIMI APPROCCI ALLA DEPURAZIONE DELL’ACQUA PER FINI ACQUARIOFILI

Normalmente tutti gli appassionati dopo un primo periodo, più o meno breve, nel quale si riforniscono dell'acqua per i cambi dal proprio negoziante di fiducia, decidono di passare alla produzione diretta dell'acqua di osmosi; questo è normale, in quanto la passione inizia a consolidarsi e la tecnica di ogni acquariofilo si affina con connotazioni individuali.

Spesso ci si interfaccia con nuovi potenziali clienti che sono alle prese con la scelta del loro primo impianto di osmosi; nessun problema quando abbiamo la possibilità di seguire la fase precedente all'acquisto, indirizzando l'utente sul prodotto più idoneo alle sue necessità.

Purtroppo però,  capita che il cliente affronti il suo primo acquisto in totale autonomia o seguendo il consiglio di qualche amico/appassionato, che se pure in perfetta buona fede rischia di orientare la spesa in modo errato.

CONOSCERE L’ACQUA DA TRATTARE

Quali sono quindi gli elementi da valutare accingendosi all'acquisto di un nuovo impianto di osmosi, o peggio se dobbiamo scegliere il nostro primo impianto di osmosi?

Principalmente, fatte salve le mere differenze costruttive e di design, tutti gli impianti di osmosi inversa sono caratterizzati da un numero di “stadi” di filtrazione variabile; partiamo infatti da impianti a due “stadi” dove alla membrana osmotica si affianca generalmente solo un pre-filtro a carbone che ha il compito principale di preservare la stessa dal cloro presente nell’acqua della rete idrica domestica, per arrivare ad impianti a sei o sette “stadi” dove ai tradizionali stadi di pre-filtrazione a sedimenti o a carbone, si affiancano post-filtri specifici per silicati o nitrati o con resine a letto misto.

Foto01_ImpiantoInLinea

Impianto in linea con membrana e due stadi.

Il numero degli stadi e il tipo di materiale filtrante da cui sono composti influiscono notevolmente sulla qualità dell’acqua osmotica prodotta.  Ma non dobbiamo dimenticare una cosa importante: l’acqua osmotica che produrrà il nostro impianto è il risultato del trattamento dell’acqua di rubinetto. Va da sé quindi che l’elemento fondamentale che dovrebbe condizionare fortemente la scelta dell’impianto è la qualità dell’acqua da trattare. Conoscere la qualità dell’acqua che dobbiamo filtrare è la nostra prima esigenza.

Senza dilungarci troppo su tutti gli aspetti della chimica dell’acqua, quando valutiamo la qualità della nostra acqua del rubinetto facciamo solitamente riferimento alla durezza ed alla presenza in quantità più o meno elevate di nitrati, silicati o altri inquinanti.

Se abbiamo la fortuna di godere di acque potabili con normale durezza, e prive o con quantità modeste degli inquinanti sopra citati, possiamo limitarci ad acquistare impianti a due o meglio tre stadi di filtrazione, dove, dopo un pre-filtro a sedimenti che ha il compito di trattenere meccanicamente le impurità più grossolane presenti nell’acqua (sabbia, sporco, residui sedimentosi di vecchie tubature specie in palazzi d’epoca), segue un filtro a carbone, che grazie al suo potere assorbente, elimina dall’acqua diretta alla membrana osmotica, odori,  metalli pesanti, alcuni inquinanti e  il cloro.

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Luca Giuliseo Papalia - www.aqua1.com per Hobby Discus

adattamento a cura di Claudio Visalli


 


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